Lettere da Iwo Jima - Scheda film e recensione

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simo96s
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Lettere da Iwo Jima - Scheda film e recensione

Messaggio da simo96s » mer 31 dic 2014, 13:48

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Titolo originale: Letters from Iwo Jima
Genere: Guerra, Drammatico
Regista: Clint Eastwood
Anno: 2006
Paese: Stati Uniti d'America/Giappone
Durata: 140 min
Attori e personaggi:
* Ken Watanabe: generale Tadamichi Kuribayashi
* Kazunari Ninomiya: Saigo
* Tsuyoshi Ihara: Barone Nishi
* Ryo Kase: Shimizu
* Shido Nakamura: tenente Ito
* Hiroshi Watanabe: tenente Fujita
* Takumi Bando: capitano Tanida
* Yuki Matsuzaki: Nozaki
* Takashi Yamaguchi: Kashiwara
* Luke Eberl (come Lucas Elliott): Sam


Trama:
2005. Un gruppo di archeologi giapponesi che stanno eseguendo degli scavi nelle grotte dell'isola di Iwo Jima ritrovano una sacca militare sotterrata nella sabbia.

1944. Il generale Tadamichi Kuribayashi viene inviato a comandare il piccolo contingente giapponese sull'isola di Iwo Jima, dove si è da poco spostata la linea del fronte dopo la perdita dei domini giapponesi nel sud del Pacifico. Del contingente fanno parte molti giovani soldati, la maggior parte dei quali arruolati con la forza e senza quasi nessuna esperienza di combattimento; tra questi ci sono il soldato Saigo, un giovane panettiere che ha lasciato a casa la moglie incinta, e il suo amico Kashiwara.

Mentre scavano le trincee destinate a proteggere la spiaggia, Saigo e Kashiwara si fanno sfuggire alcuni commenti poco appropriati sul corso della guerra e sulla necessità di dare la vita per difendere un'isola all'apparenza di così scarso valore; bollati come antipatriottici, vengono bastonati dal loro superiore, ma sono salvati da ulteriori punizioni dall'intervento del generale.

Kuribayashi, uomo di grande levatura morale e con un profondo rispetto tanto del nemico quanto della vita dei suoi uomini, è consapevole del fatto che ormai la guerra è perduta, ma da uomo soldato dell'imperatore è determinato a difendere l'isola il più a lungo possibile, così da dare modo alle retrovie di fortificare l'arcipelago in vista di una probabile, imminente invasione americana del Giappone.

Il generale, da acuto stratega, ordina di abbandonare lo scavo delle trincee per concentrarsi invece sulla creazione di grotte sotterranee destinate a collegare tra di loro tutti i punti di Iwo Jima e a garantire, oltre ad una rapida e sicura mobilità, anche la possibilità di tendere continue imboscate ai soldati americani. Il fulcro delle operazioni giapponesi sull'isola sarà il monte Suribachi, che viene pesantemente fortificato e alla difesa del quale vengono incaricati, tra gli gli altri, anche Saigo, che nel frattempo vede il suo amico Kashiwara morire a causa della dissenteria di cui soffrono molti soldati.

Il comando dell'artiglieria, per la maggior parte vecchi carri armati mezzi sgangherati, viene affidato al carismatico tenente colonnello Takeichi Nishi, che aveva precedentemente informato Kuribayashi che la marina, uscita distrutta dalle recenti battaglie, non ha alcuna intenzione di inviare a Iwo Jima i rinforzi che il generale aveva richiesto.

A rinfoltire un po' i ranghi dell'esercito stanziato sull'isola arriva uno sparuto gruppo di uomini, i soli che il comando di Tokyo abbia accettato di inviare; tra questi vi è il sostituto di Kashiwara, Shimizu, che in quanto membro della Kempeitai è sospettato dai compagni di essere stato inviato lì onde disincentivare, in vista dell'imminente battaglia, fenomeni di codardia e diserzione: in seguito si scoprirà che Shimizu è stato cacciato dalla polizia militare e mandato al fronte perché, durante la sua prima ronda, non aveva avuto cuore di uccidere un cane di famiglia che, a detta del suo superiore, disturbava le comunicazioni con il suo abbaiare.

Il 19 febbraio del 1945 inizia la battaglia. La tattica di Kuribayashi inizialmente sembra funzionare, con migliaia di marines che vengono falcidiati dalle postazioni nemiche nascoste sottoterra o abilmente mascherate per risultare quasi invisibili; alla lunga però la superiorità numerica degli americani e l'incessante bombardamento aeronavale finiscono per logorare le difese giapponesi, specialmente sul Suribachi, cuore pulsante della macchina difensiva giapponese. Il generale ordina ai pochi soldati rimasti a difesa della montagna di ritirarsi, ma il comandante della divisione e molti suoi uomini rifiutano di arretrare e compiono il seppuku facendosi esplodere con delle granate. Solo Saigo, Shimizu e pochi altri obbediranno all'ordine, riuscendo, dopo una lunga e difficile traversata di notte, a riunirsi con il grosso delle restanti forze giapponesi.

Nei giorni che seguono si compiono i destini di molte altre persone, mentre i giapponesi si vedono sempre più annientati.

Il luogotenente Ito, disobbedendo agli ordini del generale, che bolla come "simpatizzante degli americani", ordina un attacco banzai ad una delle basi americane, morendo assieme ai suoi uomini; il tenente colonnello Nishi, che durante la battaglia aveva anche tentato di salvare la vita ad un giovane soldato americano ferito intrattenendo con lui un breve e commovente colloquio prima di vederlo morire, rimane accecato dallo scoppio di una granata e si toglie la vita dopo aver ordinato ai suoi uomini di ripiegare; Shimizu, dopo aver raccontato la sua storia, riesce a disertare e si consegna ad un piccolo plotone di soldati americani, ma viene ucciso a tradimento assieme ad un altro prigioniero dai due svogliati marines che erano stati lasciati a sorvegliarli. Per un tragico scherzo del destino i loro corpi, rinvenuti da una pattuglia di cui fa parte anche Saigo, verranno usati come monito per mostrare a tutti quale sia il destino che gli americani riservano a chi si arrende, disincentivando ulteriori diserzioni e spingendo anzi i giapponesi a combattere con più determinazione e foga di prima.

Il 26 marzo la battaglia è ormai perduta.

Il generale Kuribayashi, conscio del fatto che tutto è ormai finito ma determinato ad adempiere fino all'ultimo al proprio dovere, con tutti i soldati rimasti comanda un gigantesco attacco banzai contro la principale base americana; la carica dei giapponesi è valorosa e determinata, e li porta quasi ad irrompere nella base, ma alla fine vengono quasi tutti massacrati.

All'alba Kuribayashi, ferito e morente, chiede al suo attendente Fujita di aiutarlo a compiere il seppuku, ma prima di poter esaudire il desiderio del suo comandante Fujita viene ucciso da un cecchino. Poco dopo sopraggiunge Saigo, sopravvissuto all'attacco banzai perché lasciato nelle grotte a distruggere documenti e altro materiale, che dopo aver assistito alla morte del generale ne seppellisce il corpo. Nel mentre, un gruppo di marines raggiunge la spiaggia, e quando Saigo si accorge che uno di loro ha preso come un trofeo la pistola del generale, un regalo che Kuribayashi aveva ricevuto durante una visita ufficiale negli Stati Uniti, ha una reazione violenta; i marines tuttavia non lo uccidono, limitandosi a tramortirlo per poi portarlo nel loro ospedale da campo assieme ai pochi altri giapponesi sopravvissuti.

La scena torna quindi al presente, dove gli archeologi, aperta la sacca (che lo stesso Saigo aveva sotterrato poco prima della cattura), vi trovano dentro le centinaia di lettere scritte dai soldati giapponesi ai propri cari in patria.

Uno dei capolavori di Clint Eastwood da vedere insieme al "fratello" Flag or our Fathers (Che racconta lo stessa battaglia ma dal punto di vista americano).
Molto triste e drammatico fa molto pensare sulla guerra e su tutti i morti causati per difendere un' isola inutile ma suolo giapponese e per questo da difendere fino alla morte.


Voto: 8

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